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Santi Simone e Giuda Taddeo

Apostoli, patrono dei casi disperati

📅 Memoria liturgica: 28/10

La memoria del 28 ottobre celebra congiuntamente due dei dodici apostoli di Gesù: Simone, detto il Cananeo o lo Zelota (per distinguerlo da Simon Pietro), e Giuda detto Taddeo o Lebbeo (per distinguerlo dal traditore Iscariota). Le notizie evangeliche su entrambi sono scarse. Simone è nominato nei sinottici tra gli apostoli; il soprannome 'Zelota' lo collega forse al movimento nazionalista ebraico opposto al dominio romano. Giuda Taddeo è ricordato nel Vangelo di Giovanni per aver chiesto a Gesù nell'ultima cena: 'Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?' (Gv 14,22); a lui è attribuita una breve lettera del Nuovo Testamento che lo identifica come 'fratello di Giacomo'. Secondo la tradizione orientale ed armena, Simone e Giuda Taddeo evangelizzarono insieme la Mesopotamia, la Persia e l'Armenia, dove subirono il martirio: Simone segato in due, Giuda decapitato o ucciso a colpi di clava. La cattedrale armena di Etchmiadzin custodisce reliquie attribuite a Taddeo. A Roma le reliquie dei due apostoli riposano in un altare della basilica di San Pietro. La straordinaria popolarità di san Giuda Taddeo come 'patrono dei casi disperati' si è affermata negli ultimi secoli soprattutto in America Latina e negli Stati Uniti: l'analogia onomastica con Giuda Iscariota fa sì che ci si rivolga a lui solo quando ogni altra speranza sembra perduta. Oggi milioni di persone vi ricorrono per esami, ricerche di lavoro, malattie incurabili, casi giudiziari.

Patronato

Casi impossibili · Casi disperati · Ospedali · Conciatori

Luoghi di culto

Fonti

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