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Sant'Espedito

Patrono delle cause urgenti

📅 Memoria liturgica: 19/04 · ✠ deceduto a Melitene (Armenia), c. 303

Espedito è venerato come comandante della Legio XII Fulminata, di stanza nella provincia romana dell'Armenia Minore. La tradizione lo colloca al tempo dell'imperatore Diocleziano, attorno al 303, anno della grande persecuzione. Convertitosi al cristianesimo, secondo una pia leggenda fu tentato dal demonio, comparsogli sotto forma di corvo che gracchiava cras, cras ('domani, domani'), invitandolo a rimandare il battesimo. Espedito, schiacciato il corvo sotto il piede, esclamò hodie, hodie — 'oggi, oggi' — sottolineando che la conversione non ammette indugi. Per questo è invocato come patrono delle cause urgenti, dei casi disperati, degli affari da concludere senza dilazione. Decapitato a Melitene insieme ai compagni Acacio, Caio, Ermogene, Aristonico, Rufo e Galata, è ricordato dal Martirologio Geronimiano al 19 aprile. La devozione si diffuse soprattutto a partire dal XVII secolo in Germania e in Sicilia, conobbe enorme fioritura tra Otto e Novecento in Italia, Brasile, Francia (in particolare a Reunion) e nelle Americhe. Iconograficamente è raffigurato come giovane soldato romano che impugna una croce con la parola hodie e calpesta un corvo segnato dalla parola cras. Numerosissime sono le novene a lui dedicate per concludere pratiche burocratiche, affari, esami, ricorsi, processi. Anche se la storicità della sua figura è oggetto di discussione critica, il culto popolare è vivissimo.

Patronato

Cause urgenti · Cause disperate · Affari urgenti · Studenti agli esami

Luoghi di culto

Fonti

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