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Santi Carlo Lwanga e compagni martiri dell'Uganda

Protomartiri dell'Africa nera

📅 Memoria liturgica: 03/06 · ✠ deceduto a Namugongo (Uganda), 3 giugno 1886

Carlo Lwanga e i suoi compagni — ventidue giovani uomini di età compresa tra i tredici e i venticinque anni — furono i protomartiri dell'Africa subsahariana cristianizzata, uccisi nel regno del Buganda (oggi parte dell'Uganda) tra il 1885 e il 1887, sotto il re Mwanga II. La presenza cristiana nel Buganda era recentissima: i Padri Bianchi di mons. Charles Lavigerie e i missionari anglicani erano sbarcati appena pochi anni prima, raggiungendo immediato successo soprattutto fra i paggi della corte reale, giovani guerrieri musulmani o tradizionalisti che chiedevano in massa il battesimo. Il re Mwanga II, salito al trono nel 1884, era un giovane impulsivo e crudele, dedito ad abusi sessuali sui propri paggi: il rifiuto morale dei paggi cristiani — che vedevano nella loro fede una protezione dell'integrità personale — scatenò la sua furia. Il 25 maggio 1886 Mwanga ordinò che tutti i paggi cristiani fossero radunati. Carlo Lwanga, prefetto dei paggi convertitosi appena due anni prima, aveva la notte stessa battezzato di sua mano quattro catecumeni in pericolo. Identificati cristiani e separati dagli altri, furono condotti in catene per circa 60 km dalla capitale Mengo al luogo dell'esecuzione, Namugongo. Là, il 3 giugno 1886, vigilia dell'Ascensione, furono avvolti in stuoie di canna e arsi vivi su una grande pira, dopo aver pregato e cantato fino all'ultimo. Carlo Lwanga, ultimo della fila, fu bruciato lentamente partendo dai piedi: pregò per i suoi carnefici fino alla fine. Beatificati da Benedetto XV nel 1920, canonizzati da Paolo VI il 18 ottobre 1964 — primo gruppo di santi africani della Chiesa universale.

Patronato

Africa · Giovani · Catechisti

Luoghi di culto

Fonti

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