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Solennità di Tutti i Santi

Vocazione universale alla santità

📅 Memoria liturgica: 01/11

La solennità di Tutti i Santi celebra la moltitudine immensa dei beati del cielo: i santi canonizzati, ma soprattutto la 'turba magna' di cui parla l'Apocalisse — 'una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua' (Ap 7,9) — vale a dire tutti coloro che hanno vissuto la propria vita in stato di grazia e ora godono della visione beatifica. È la festa della vocazione universale alla santità, che il Concilio Vaticano II ha riproposto come orizzonte di ogni battezzato. La festa nasce in Oriente nel IV secolo, dapprima legata alla memoria dei martiri della prima domenica dopo Pentecoste — tradizione bizantina ancora vigente. In Occidente, il papa Bonifacio IV nel 609 consacrò il Pantheon romano alla Vergine Maria e a tutti i martiri, fissando la celebrazione al 13 maggio. Nell'835, papa Gregorio IV ne spostò la data al 1° novembre, su iniziativa di Ludovico il Pio e dei vescovi franchi, probabilmente per cristianizzare l'antica festa celtica di Samhain. La data ha conosciuto fortuna universale. È solennità di precetto. La liturgia propone come Vangelo le Beatitudini di Matteo 5, programma di vita evangelica e ritratto del santo. La festa ha generato in tutta Europa tradizioni popolari intense: i 'panini dei morti' lombardi, le tavole imbandite per i defunti in Sicilia e Sardegna, le pere cotte e le castagne nel Nord Italia. È giorno di visita ai cimiteri, in preparazione alla Commemorazione dei Defunti del giorno seguente. Halloween (la sera prima di Tutti i Santi, dall'inglese 'All Hallows' Eve') è la versione anglosassone secolarizzata della stessa festa.

Patronato

Tutti i fedeli

Luoghi di culto

Fonti

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